Ortodonzia linguale con o senza attacchi? Apparecchi linguali a confronto

ortodonzia linguale con attacchi
Apparecchio linguale win di ultima generazione

Sempre più di frequente nell’immaginario dei pazienti si genera curiosità nei confronti della ortodonzia linguale con o senza attacchi, vediamo di fare un po’ di chiarezza.

Cos’è l’ortodonzia linguale?

L’ortodonzia linguale è una tecnica ortodontica che consente la correzione dei denti disallineati tramite un apparecchio fisso invisibile perché incollato sulla faccia interna (linguale) dei denti; in questo modo l’allineamento dei denti può avvenire in totale discrezione senza che l’apparecchio ortodontico sia visibile, ma anche in assoluto comfort dal momento che gli attacchi linguali miniaturizzati di ultima generazione assicurano un adattamento pressocchè immediato all’apparecchio.

Come nasce l’ortodonzia linguale?

L’ortodonzia linguale nasce negli anni 80 ad Hollywood per l’esigenza di correggere i sorrisi delle stelle del cinema senza il disagio e l’ingombro estetico degli apparecchi metallici convenzionali.

I primi attacchi o brackets ad essere incollati sulla faccia interna dei denti erano semplicemente attacchi standard dei comuni apparecchi ortodontici per applicazione sulla superficie esterna dei denti, che venivano adattati ed utilizzati sulla faccia interna dei denti, al fine di spostarli in maniera invisibile. Successivamente le aziende, sotto l’impulso di esperti ortodontisti, hanno cominciato ad investire nell’innovazione e nello sviluppo della tecnica linguale e cominciarono ad uscire in commercio attacchi progettati appositamente per essere incollati e lavorare in maniera invisibile dal lato interno o linguale dei denti.

Quali sono gli apparecchi linguali di ultima generazione?

Ad oggi gli apparecchi linguali più performanti esistenti in commercio sono senz’altro gli apparecchi customizzati tipo Win o Incognito ideati e sviluppati dal Prof. Dirk Wiechmann dell’Università di Hannover in Germania che è uno dei massimi esperti mondiali nel campo dell’ortodonzia linguale. Questi apparecchi customizzati di ultimissima generazione sono supportati da moderne tecnologie informatiche e dalla robotica, dove ogni singolo attacco ortodontico viene progettato e realizzato su misura sull’anatomia specifica dei denti di ciascun paziente, mediante procedimenti computer assistiti, mentre un robot si occupa della piegatura degli archi che inseriti negli attacchi costituiranno il motore dell’apparecchio ai fini degli spostamenti dentari.

Tutto ciò consente la personalizzazione dell’apparecchio sulle superfici interne dei denti che risulta quindi essere estremamente sottile e garantisce un eccellente comfort per il paziente sia dal punto di vista della fonazione che della masticazione.

 

Gli apparecchi linguali customizzati funzionano allo stesso modo dei classici apparecchi ortodontici esterni?

Tali apparecchi customizzati assicurano inoltre il massimo grado di precisione  e predicibilità dei risultati, addirittura a volte superiori a quelli raggiungibili con i tradizionali apparecchi ortodontici esterni,  in quanto il procedimento di costruzione e realizzazione dell’apparecchio passa attraverso la creazione di una simulazione (setup) di trattamento, a denti dritti, del risultato da raggiungere; gli attacchi linguali su misura e personalizzati vengono proprio disegnati e realizzati sui modelli della simulazione con i denti allineati e quindi hanno già insite, nel loro stesso processo di fabbricazione, tutte le informazioni tridimensionali della posizione finale dei denti da raggiungere come obiettivo della terapia.

Tale tecnologia ingegneristica che si avvale della realizzazione e previsualizzazione del progetto terapeutico da raggiungere, congiuntamente ai protocolli standardizzati di collaggio in bocca  degli attacchi sulle superfici interne dei denti tramite mascherine di trasferimento ed alla applicazione della sequenza di archi individualizzati piegati dal robot per l’espressione dell’allineamento dentale, conferisce a pieno titolo agli apparecchi customizzati la caratteristica di gold standard per la risoluzione di malocclusioni e disallineamenti dentari anche di grado molto severo.

 

L’ortodonzia linguale va bene per tutti i casi?

Oggigiorno con l’apparecchio linguale WIN, ultimo ritrovato della manifattura tedesca, è possibile trattare e curare i pazienti con qualsiasi tipo e severità di malocclusione : malocclusioni di I, II e III classe di Angle, associate o meno alla presenza di morso profondo o morso aperto ed ancora morso crociato laterale per presenza di arcate superiori ristrette. Inoltre è possibile correggere situazioni varie di disallineamento dentale tipo denti sporgenti, denti con diastemi e cioè con presenza di piccoli o grandi spazi tra di essi, denti affollati, denti inclinati verso dietro o all’interno della bocca, ecc…

ortodonzia linguale con attacchi

 

Cos’è e come nasce l’ortodonzia linguale senza attacchi?

L’ortodonzia linguale senza attacchi è una terapia che si avvale dell’utilizzo di un dispositivo costituito da fili ortodontici e resina composita. L’idea nasce dall’osservazione della posizione instabile dei denti anteriori, nonostante la presenza di retainers incollati, nella fase di contenzione post terapia ortodontica, ed è proprio quella di utilizzare e preattivare gli stessi fili ortodontici per ottenere gli spostamenti dentari desiderati senza utilizzo di attacchi ortodontici. Questi dispositivi, inizialmente chiamati retainers preattivati o ortodonzia fissa senza attacchi perché utilizzabile sia sul lato esterno che sul lato linguale dei denti, sono stati utilizzati negli anni per riallineare i denti anteriori in caso di recidiva post ortodontica, poi per risolvere gli affollamenti in zona estetica nel settore frontale in pazienti non sottoposti precedentemente a trattamento ortodontico e ancora per finalizzare pazienti in terapia standard attiva per rimuovere anzitempo gli attacchi. In una fase successiva le applicazioni sono state sempre più estese sino ad arrivare al loro utilizzo da parte di alcuni ortodontisti per situazioni via via più complesse ed anche per la risoluzione in toto delle varie malocclusioni.

Il dispositivo, denominato oggi nella sua comune accezione come ortodonzia linguale senza attacchi per il prevalente utilizzo che se ne fa sul lato interno dei denti, non presenta strumenti precisi, come potrebbero essere gli attacchi, che abbiano incorporate le informazioni da trasmettere ai denti tramite l’applicazione dei fili ortodontici né tantomeno presenta delle sequenze terapeutiche ben codificate e standardizzate, e quindi i risultati sono affidati all’expertise clinica dell’operatore, alla sue conoscenze dei principi di biomeccanica ortodontica e diciamolo pure ad una vena artistica che sappia direzionare in maniera ingegneristica forze e momenti tramite pieghe ed anse inserite nei fili ortodontici per ottenere tutti i movimenti dentari necessari e/o desiderati.

L’assenza di attacchi  dove inserire i fili ortodontici per la lettura e l’espressione delle informazioni contenute nello slot degli attacchi stessi ai fini del movimento dentario rende il sistema notevolmente più complesso da gestire e richiede inoltre frequenti procedure adesive di distacco e reincollaggio dei fili ortodontici sulle superfici dentarie asciutte e non contaminate, da praticare spesso a ogni controllo per la riattivazione dei fili ortodontici e quindi del relativo sistema di forze.

Siamo un po’ distanti dai concetti espressi sopra e cioè di un apparecchio personalizzato e su misura la cui realizzazione passa per una simulazione di trattamento e i cui attacchi ortodontici sono strumenti attraverso cui i fili ortodontici, trasferiscono ai denti le informazioni programmate della posizione finale dei denti da raggiungere. Come abbiamo ampiamente descritto, gli apparecchi customizzati di ultimissima generazione tipo WIN presentano un eccellente comfort per il paziente che vi si adatta in maniera pressocchè immediata, a parte qualche lieve dolenzia iniziale che si risolve nel giro di qualche giorno.

Sarebbe infatti errato pensare che un dispositivo linguale senza attacchi sia sempre più comfortevole, come enfatizzato da alcuni ortodontisti sostenitori del “senza attacchi”, solo per l’assenza degli attacchi in quanto dipende anche li’ dalla configurazione specifica di anse e pieghe inserite nel filo ortodontico incollato sui denti (a volte è necessario anche incollare doppi archi sui denti ai fini dell’espressione delle forze necessarie) e anche dalla quantità di colla/resina composita utilizzata per incollare il filo stesso; in ogni caso andrebbe fatto uno studio comparativo delle due metodiche a confronto per rilevare la presenza o meno di differenze significative.

Alla luce di quanto sopra espresso sembra un po’ anacronistico e oggigiorno ingiustificabile affidarsi ad una interpretazione della terapia ortodontica delle malocclusioni nella loro globalità, che si basi fondamentalmente su espressioni fantasiose ed artistiche di conoscenze cliniche, competenze di biomeccanica e capacità manuali individuali di modellazione dei fili in assenza però di protocolli codificati, standardizzati e soprattutto alla portata di tutti.

Assegnerei alla tecnica linguale senza attacchi un campo di applicazione più consono e specifico o ristretto che le riconosca dignità in relazione ai reali meriti di aver aggiunto valore e fantasia all’ortodonzia linguale in sé nel trattamento di casi semplici di affollamenti anteriori o recidive post-ortodontiche, avendo tra l’altro l’innegabile vantaggio di contenere in maniera sostanziale i costi di una terapia linguale; ma senza voler avere la presunzione di essere proposta come tecnica alla portata di tutti quando è ben lontana dalle standardizzazioni e dalle codifiche che una tecnica deve possedere per essere a pieno diritto, anche solo a livello di potenzialità iniziali,  nelle corde di ogni ortodontista.

Ancora oggi l’ortodonzia linguale è considerata troppo spesso una tecnica difficile e, sebbene vi sia un crescente interesse verso di essa per le aumentate esigenze e richieste estetiche dei pazienti, spesso gli ortodontisti non ne conoscono bene principi e modalità di applicazione. In questo panorama sarebbe sicuramente da privilegiare la diffusione e l’insegnamento di procedure ben codificate e standardizzate, di protocolli sperimentati, di tecnologie avanzate e computer assistite per l’integrazione delle informazioni (da trasferire ai denti) in strumenti quali attacchi e archi ortodontici che lascino ben poco alla fantasia e all’arte di operatori particolarmente dotati e/o competenti, ma costituiscano un armamentario ben preciso nelle mani dell’ortodontista in grado di tradursi in risultati terapeutici estremamente predicibili, dietro applicazione di protocolli chiari e dettagliati.

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